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15 gen 2014

Lorenzo Mattotti e i luoghi delle fiabe

È – e non da ieri – uno dei più grandi illustratori italiani contemporanei, una artista capace, con le sue linee e i suoi colori, di generare veri e propri universi alternativi in cui l’occhio perde gli usuali punti di riferimento cercando di carpirne di nuovi.

Gli amanti del fumetto ebbero la fortuna di conoscere per la prima volta l’arte di Lorenzo Mattotti all’inizio degli anni Ottanta, quando debuttò col gruppo d’avanguardia Valvoline mettendosi in luce con opere sperimentali come Dottor Nefasto, Il Signor Spartaco e il capolavoro Fuochi. L’inizio fulminante di una carriera luminosa proseguita attraverso la narrativa disegnata (L’uomo alla finestra, con Lilia Ambrosi; Caboto e Il rumore della brina con Jorge Zentner, ecc.), ma soprattutto l’illustrazione di cover (per pubblicazioni come “The New Yorker”, “Vanity Fair”, “Cosmopolitan”, “Le Monde” e “Glamour”), di classici della letteratura (Pinocchio; Jeckyll e Hyde, Einaudi Stile Libero Extra, pp. 72, € 19,00) e cartelloni ufficiali di manifestazioni internazionali (quello per il Festival cinematografico di Cannes del 2000, quello per il Napoli Comicon 2007 e l’ultimo per la sessantatreesima edizione del Festival di Sanremo).

Da sempre attivissimo, dunque, Mattotti ha continuato a vivere momenti di intensa presenza nelle librerie grazie, per esempio, al suo lavoro d’illustrazione per l’adattamento de Il Corvo di Edgar Allan Poe scritto dal compianto Lou Reed (The Raven, Einaudi Stile Libero Extra, pp. 190, € 25,00) o alla ristampa della riduzione a fumetti, realizzata in collaborazione col critico e sceneggiatore Antonio Tettamanti, de Le avventure di Huckleberry Finn di Mark Twain, edita da Orecchio Acerbo/Coconino Press (pp. 136, cm. 28 x 19,5, € 25,00).

E la letteratura per l’infanzia continua a rappresentare uno degli interessi principali dell’artista bresciano come testimoniano anche i quattro volumetti della Saga dei Pittipotti (€ 6,50 cad.) sceneggiati dal suo amico Jerry Kramski e pubblicati sempre dalla casa editrice romana Orecchio Acerbo.

Oggi la riconosciuta maestria di Mattotti può generare, tuttavia, dei seri problemi di approccio. L’elevato livello qualitativo delle sue illustrazioni è talmente costante da suscitare, talvolta, un senso di saturazione nell’occhio del fruitore. In pratica, Mattotti è talmente eccellente, talmente personale, talmente riconoscibile da correre il rischio di sfociare, più o meno involontariamente, nel manierismo. Ed è come se il “fruitore” dell’opera sapesse già cosa aspettarsi dall’artista, godendo appieno della sua eccezionale bravura tecnica, della sua inalterata inventiva, ma senza trovarsi di fronte a scatti o a guizzi di vera inquietudine, di vera ricerca.

Basta poco, tuttavia, per comprendere come Mattotti continui, in realtà, a fremere continuando a esplorare strade nuove nelle forme visive della comunicazione. Ed è ancora un libro pubblicato da Orecchio Acerbo nel 2009 ad avercene dato un significativo segnale: si tratta della fiaba di Hänsel & Gretel dei fratelli Grimm illustrata attraverso tredici, vertiginose raffigurazioni in bianco e nero (pp. 48, cm. 33,5 x 24,5, € 20,00).

È qui che è tornato a emergere tutto l’estro, tutta la sublime ispirazione del miglior Mattotti che, con stile graffiato ed espressionista, catapulta il lettore nei meandri di una fiaba nera e inquietante, facendolo sperdere idealmente, così come accade ai piccoli protagonisti, in un bosco tenebroso e contorto, tra rami nodosi e ombre terrificanti che sembrano celare ogni genere di insidia.

È straordinario Mattotti quando, per esempio, ci costringere a soffermare lo sguardo sulla casa di Hänsel e Gretel posta sul limitare della foresta, mentre all’orizzonte un crepuscolo bianco attraversato da sottili nubi nere ci induce a immaginare i colori più allarmanti del creato. E si rivela addirittura geniale quando avvolge i due fratellini nelle spire di una vegetazione mostruosa, che sembra ghermirli con un movimento tentacolare, per poi farli addentrare nell’antro demoniaco della strega. Con un effetto texture talmente impressionante che neanche la risaputa, felice conclusione della vicenda riesce a sollevare il lettore da una sensazione di sublime disagio.

Un lavoro potente, dunque, valorizzato dal grande formato del libro e da una qualità di stampa eccellente che pone in evidenza ogni dettaglio grafico, comprese tutte quelle sottili, eccitanti sfumature di grigio (e chi ha avuto modo di ammirare le grandi serigrafie ricavate da questo lavoro sa di cosa stiamo parlando) che in genere le scansioni per la resa su pagina non riescono a restituire.

Hänsel & Gretel, insomma, nell’interpretazione di Mattotti riesce a catturare la parte infantile che alberga ancora in noi ponendola di fronte alle sue paure e ai suoi timori più reconditi. E ha il merito di averci restituito un artista ai suoi massimi livelli creativi.

Non è un caso, quindi, che Mattotti stesso si sia reso conto dell’importanza creativa e vivificatrice di questo percorso, continuando a esplorare con le stesse tecniche grafiche (pennelli e inchiostro su carta, senza schizzi pre-compositivi) la dimensione fiabesca. Il risultato è Oltremai, un vero e proprio volume d’arte, racchiuso in un cofanetto e pubblicato dalle edizioni Logos al prezzo di € 100,00, in cui l’autore scava nell’immaginario stesso da cui provengono le fiabe per coglierne l’essenza, gli archetipi, la fonti che le fanno vivere nei secoli nella memoria collettiva.










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